Spesso dimentichiamo la figura del centurione romano: un ufficiale abituato alla forza che, ai piedi della croce, sta compiendo il suo dovere: l’uccisione dei condannati. Eppure, proprio nel momento in cui Gesù spira, qualcosa cambia in lui ed esclama: «Davvero costui era Figlio di Dio!» (Mc 15,39).
Il centurione scuote le nostre coscienze: ci testimonia che esiste una risurrezione che avviene prima del sepolcro, quella del cuore. Davanti al Crocifisso, risorge dalla propria indifferenza e da una logica di violenza mascherata da giustizia.
La tradizione cristiana occidentale ha finito per identificare il centurione con un’altra figura: il soldato che trafigge con una lancia il costato di Gesù (cfr. Gv 19,34), chiamandolo Longino, venerato come santo il 16 ottobre. Il Bernini lo rappresenta con grande intensità: il corpo è proteso in avanti, le braccia tese, lo sguardo rivolto verso il cielo, come colto da stupore e da una rivelazione improvvisa. Di fronte alla crudeltà del momento, di cui è parte attiva, si scopre capace di rinascere.
Ogni carnefice – e ciascuno di noi, nel proprio piccolo, lo è stato o potrebbe esserlo – ha sempre la possibilità di ritrovare la propria umanità. Il centurione che ha coordinato l’esecuzione è lo stesso uomo che ora, per primo, annuncia la divinità di Gesù. È la sua Pasqua personale: il passaggio da una violenza ligia all’istituzione a un cuore libero che si apre al trascendente.
Oggi, di fronte all’orrore delle guerre e alla sofferenza di milioni di persone, l’auspicio è che i governanti sappiano vivere questa stessa trasformazione. Anche dopo aver esercitato la forza o aver dato ordini terribili, compreso il sacrificio di bambini, possano trovare il coraggio di far rotolare via la pietra che blocca il loro cuore.
Solo così sarà possibile trasformare i freddi interessi di potere ed economici in gesti di umanità e giustizia.
Che questa Pasqua accenda in noi – e soprattutto in chi ha in mano le armi – il coraggio di rinnegare la violenza e seminare amore e speranza, non morte.
Tanti auguri a voi e alle vostre famiglie!
Giuseppe Pani

